Una vita in apnea

E1904042_644821188901221_529687695_nx musicista, figlio d’arte ed oggi scrittore, Lorenzo Amurri ha fatto di un suo brutto incidente un romanzo da milioni di copie.
Nell’incontro con gli alunni dell’IIS.C.Rosatelli l’autore ha rivissuto, insieme ai ragazzi, pezzi delle sua storia lasciando dietro a sé un messaggio forte nelle anime di ogni singolo spettatore. Si è messo a nudo ancora una volta di fronte all’ennesimo pubblico, lui che fino all’apparsa nel programma televisivo “Le invasioni barbariche” non riusciva nemmeno a parlare, mentre ora ogni suo intervento viene espresso con naturalezza come se dentro di sé un flusso di parole si formasse autonomamente. Un po’ come la musica, una passione a cui ha dovuto rinunciare dopo anni di sacrificio.
Forse come, consigliò la mamma, dietro allo scapigliato Lorenzo non c’era solo “sesso, droga e Rock and Roll” e forse la letteratura e la scrittura è stata una via di fuga dalla dipendenza dagli altri, trovando un mondo che poteva essere suo, solo suo.
Pulsatilla docet.
Lorenzo Amurri ha vissuto in apnea da quel fatidico giorno del Gennaio ’97 e come, lui stesso racconta sul libro, è stato trasportato dalla corrente degli eventi, senza decidere che rotta prendere. Come tutti coloro che stanno male ha dato ascolto a se stesso non curandosi degli altri, degli amici e dei propri amori, ed è in queste circostanze che ci si domanda se valga la pena di vivere o no. Amurri ha raccontato senza pudore del suo tentato suicidio e di come solo quando si sta per morire ci si accorge di voler vivere. Il suo percorso dopo l’incidente gli ha fatto capire che la sua vita non doveva finire, che le sue gambe non si muovevano più, ma al loro posto c’erano due rotelle di uguale importanza.
In questo incontro L.Amurri non nega le difficoltà di un tetraplegico, ma lascia intendere che non bisogna piangersi addosso e dà ai ragazzi la possibilità di riflettere sul valore della vita dal punto di vista di chi la Vita se l’è guadagnata.
Federica Di Fazi